Tornare il giorno dopo sul luogo della partenza e vedere il nulla lasciato è triste, ma stimola ancora di più i ricordi di quella domenica mattina in cui si è sfidata la fatica.
Una domenica all'insegna della gara podistica: pettorale n. 444 ridotto ai minimi termini perché troppo grande per la mia maglietta, e appiccicato con 3 spille da balia rigorosamente reciclate per il mio set di taglio-cucito.
Una marea di gente che correva: la 10 km competitiva e la 5 km non competitiva per gente poco allenata come me.
Uno sparo che avrà sicuramente fatto scappare gli uccelli del luogo ed ecco il fiume di gente partire con calma, ma partire per la faticaccia sotto il sole delle 10.30 di una calda domenica.
I primi 50 mt si fanno camminando perché ci vuole del tempo prima di prendere il via, e poi di corsa evitando di stare dietro a chi ha già l'ascella pezzata.
Dopo 1 km ho iniziato a vedere l'Arcangelo Gabriele che mi indicava la direzione giusta per non andare in quella dei 10 km dove sicuramente avrei visto il Paradiso.
Al secondo km le gambe mi han fatto Aldo Giovanni e Giacomo, ma ero decisa a non fermarmi mai!
Al terzo km la milza si è ingrossata come un cocomero, e qui il segreto è respirare di pancia e tutto passa.
Al quarto km un'auto ha tentato di investirmi.
Al quinto km nausea, vomito, diarrea, allucinazioni, sete, fame, voglie strane, mal di denti, glaucoma oculare.... tutto in quel maledetto ultimo km, ma ho resistito.
E quando ho intravisto il traguardo e un tizio che mi diceva di stare a destra, ho visto la vittoria, già perché comunque non ero l'ultima... ma nemmeno la prima.

Morale: per 2 € di fatica mi son portata a casa: una maglietta, 3 bustine di polase, un libro-fumetto di spiderman, una borraccia, tante coca-cola bevute a nano, tanti yogurt mangiati a nano e infine...... un piatto di pasta al ragù al dente!
Gran bella domenica mattina, anche se oggi ho un male cane alle gambe, ma presto si ripeterà l'esperienza.