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Utente: profondoblog

Consigli letterari













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ottobre 27 2007

Pc in the House

Prima o poi a tutti succede ed è una cosa triste.
E' toccato anche a me e mi sono fatta forza, da sola ovviamente.
Ebbene ecco cosa è successo e cosa potrebbe capitare anche a voi (questa non è cattiveria nei vostri confronti, ma un dato di fatto certo).
Il mio pc ha avuto la tachicardia.
Dopo alcune volte che all'accensione ansimava affannosamente prima di avere un respiro regolare, ho deciso di portarlo dal quel gran pezzo di figo del Dr. House.
Non è stata una decisione facile, non tanto per il Dr. House che come tutti sappiamo è il migliore, quanto per il fatto che sarei rimasta senza il pc per alcuni giorni.
Trovavo ogni scusa possibile per non portarlo in clinica: piove, ho da fare (cosa?), ho sonno, son senza benzina, c'è il Dr. House in TV...., ma alla fine ho dovuto cedere.
Piano piano, con delicatezza, ho staccato i cavi del cabinet e il pc non se ne è accorto, non ha sofferto, era addormentato, o meglio, spento.
L'ho sollevato come un bimbo svenuto dopo aver visto il mio frigo che piange, e l'ho riposto nel baule della mia auto e alla velocità di 12 km/h l'ho condotto in clinica.
Il Dr. House mi ha assicurato che nel giro di un giorno me lo avrebbe sistemato, ma prima doveva fargli una biopsia al cervello, un prelievo spinale, una flebo di L-dopa e una di Lattato di Ringer.
La mia casa era vuota senza di lui: ogni contatto col mondo esterno mi era precluso, ero isolata come una suora di clausura.
Ne ho approfittato per leggere dei testi di neuro-psichiatria, per fare le pulizie di Pasqua, per scavare delle buche in giardino, per addomesticare i ragni che dimorano in cucina; ho tentato in ogni modo di distrarmi, ma il pensiero di lui oscurava il mio cuore.
La telefonata dalla clinica non arrivava, pensai: "Possibile che ci mettano così tanto a fare quell'intervento?".
Decisi allora di chiamare io e subito l'infermiera del Dr. House mi disse che il pc era pronto (ma manco i soldi per una telefonata c'hanno sti sfigati?).
Un ghigno di gioia pervase il mio viso, mi precipitai a prelevare pc, lo riportai a casa, gli attaccai tutti i cavi che trovai, anche quelli della Tv e del ferro da stiro, lo accesi e lui sussurrò:
"Mamma!"
La mia gioia fu grande, non ero più sola.
Oggi però quando ho acceso il pc è apparso un messaggio: - fan not detected, please press F1 to continue -.
Il pc è ancora malato, ma stavolta lo curerò io!
postato da: profondoblog alle ore 16:49 | link | commenti (3)
categorie: scienza
ottobre 12 2007

Non leggete questo post!

Se stai leggendo questo post vuol dire che non hai niente di meglio da fare.
Magari fuori sta piovendo e ti ritrovi in casa annoiato, alla TV fanno le solite schifezze, il frigorifero è già vuoto e non puoi passarti il tempo a sgranocchiare qualche lecornìa, di leggere un buon libro non se ne parla nemmeno: costa, devi uscire per andarlo a comprare, non sai usare la biblioteca che te lo da' gratis, non ci vedi, ti viene mal di schiena a stare sdraiato sul letto per leggerlo, è una perdita di tempo.
Già, il tempo, quello che stai usurando ancora davanti a questo post.
Forse invece sei al lavoro e ti stai prendendo una pausa-cazzeggio: stai davanti al pc tutto il giorno e durante la pausa stai ancora davanti al pc? Ma non ti fanno male gli occhi? Ma vai a farti una bella passeggiata all'aria aperta che ti rinfreschi le idee! E se il tuo capo ti scopre? Forse sei tu il capo.
Ad ogni modo qualche minuto è già passato e ancora non togli gli occhi da quello che ho scritto, forse perché ti interessa. Ma come? Ma se i post più commentati sono quelli che contengono le parole "cazzo, culo, sesso, tette"! E' come quando si va a teatro o si vede un film al cinema: la gente ride e applaude quando sente gli attori pronunciare un "vaffanculo", un "che cazzo vuoi", insomma quando ci sono delle parolacce, quelle che da bambini ci impedivano di dire a scuola e che ora sono applaudite da migliaia e migliaia di spettatori.
Allora facciamo così, ti accontento: cazzo, culo, figa! Ora sì che è un post interessante ed è giustificata la tua continua e assidua presenza qui davanti.
Ora però sta finendo, ti verrà l'angoscia, la depressione, ti chiederai come farai a passare il resto del tempo quando questo post sarà terminato. Lo rileggerai? Lo imparerai a memoria? Proverai a scriverne uno? Cazzo, culo, figa?
Coraggio, qualcosa da fare per i prossimi istanti lo troverai.
Io ora smetto di scrivere e mi metto a leggere..... quello che ho scritto.
postato da: profondoblog alle ore 19:10 | link | commenti (7)
categorie: psicologia, trash

I buchi neri borsistici

I buchi neri sono qua, non là nello spazio profondo; più precisamente sono dentro la mia borsetta, quella acquistata al mercato per 5 € per intenderci, quella con le cerniere che se non vengono oliate ogni 15 minuti si inceppano, quella con le cuciture scucite che basta tirare un filino per strapparlo che si disfa tutta la borsetta, quella leggera che appena ci metti dentro un cellulare si deforma e dall'esterno vedi la sagoma del cellulare rubrica compresa.
I buchi neri, come è noto, sono delle zone dello spazio dove se ci vai dentro non ne esci più e nessuno ti viene a cercare, non tanto perché là non c'è campo e non potresti chiedere aiuto con una telefonata, quanto perché ti assorbono completamente e di te non resta alcuna traccia molecolare in nessun luogo dello spazio.
Ora i buchi neri non si trovano solo nello spazio infinito, ma anche dentro alla mia misera borsetta: sono già due volte che quando vi inserisco dei fogli di carta questi spariscono; e non è che si sono infilati in qualche meandro scucito del fondo, proprio sono scomparsi, assorbiti dall'energia borsistica.
Fortunatamente io non sono di carta e quindi mai sparirò dentro la mia borsetta, ma le banconote da 10, 20, 50 € che fine potranno fare se le inserisco senza proteggerle con il portafoglio piombato?
postato da: profondoblog alle ore 16:17 | link | commenti
categorie: stranezze
ottobre 10 2007

Il ciao energetico

Quando stai per partire per l'allenamento di jogging la mattina non proprio presto, quando c'è sole ma il freddo inizia a paralizzarti il naso, quando hai in testa la musica dei Depeche Mode, dei Wonderland, di Tony Hadley, di Seal, dei Litfiba.... quando porti ai piedi le nuovissime scarpe da running Mizuno grigie con la banda gialla fosforescente, ideali per giornate nebbiose e terreni fangosi (così non si nota quando sono sporche), quando la sera prima non hai mangiato una cippa, la mattina 3 kg di biscotti al cioccolato e un caffé d'orzo riscaldato al micronde, quando hai i polpacci doloranti per via dell'allenamento di step del giorno precedente... parti, parti per la corsa..... ma non senza prima aver salutato il pluricampione europeo di pugilato Alessandro Duran!!! Quello che in tenuta da Rocky Balboa corre tutto sudato e incapucciato come un cous cous clan ancora prima dell'inizio dell'alba, il campione che 10 anni fa era campione. Un suo "Ciao!" schioppettante di prima mattina ti dà la carica mmmm m! più del Lipton Ice Tea di Dan Peterson.

Mi sono sempre piaciuti i Duran Duran!
postato da: profondoblog alle ore 12:41 | link | commenti (7)
categorie: sport
ottobre 7 2007

Segnaletica per podisti

Anche stamattina ennesima gara podistica.
A differenza dell'altra volta, la sera prima ho fatto i bagordi, o meglio una cena succulenta e tanto tanto vino.
Credo che nessuno punterebbe la sveglia per la domenica mattina per andare a fare 5 km di corsa dopo aver trascorso una seratona alcolica, beh, io sì (forse è per questo che sono single ).
Mentre la volta precedente ero andata a nanna ad un'ora decente per le galline e mi ero svegliata automaticamente all'ora giusta per la corsa, stavolta è stata la sveglia a darmi il buongiorno.
In zero secondi ero già al punto di partenza della gara a slapparmi arance, pane, fette biscottate con marmellata, vari integratori salini, limonata... in pratica vado a queste gare per mangiare.
C'erano 2 percorsi: quello da 10 km competitivo e quello da 5 km per babbionesse come me; in genere la partenza avviene in contemporanea e poi il gruppone di podisti si separa durante il tragitto seguendo le indicazioni scritte e/o verbali che si trovano sul percorso.
Fin qui sarebbe tutto liscio, ma se queste indicazioni non ci fossero?
Cioè per farla breve mi sono incastrata nel percorso da 10 km per sbaglio!
Quando al nono kilometro e mezzo qualcuno dello staff ha notato che il mio pettorale corrispondeva alla pacifica camminata per babbione da 5 km, mi ha detto di tornare indietro perché avevo sbagliato strada.
Morale della favola: i km son diventati 19!
Quando sono giunta finalmente all'arrivo ormai era sera e i punti ristoro da me tanto ambiti se ne erano già andati; in compenso ora c'ho due gambe, ma due gambe, ma due gambe... e pensa se ne avessi tre!
postato da: profondoblog alle ore 18:47 | link | commenti (1)
categorie: sport