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novembre 30 2007

I videogiochi sono pericolosi quanto il fumo

Una ricerca americana mostra il legame tra l'esposizione alla violenza virtuale e l'aumento della violenza nel mondo reale.
I videogiochi violenti, ma anche i film e i programmi televisivi dello stesso tenore, hanno la stessa pericolosità del fumo di sigaretta.
Secondo Rowell Huesmann e Brad Bushman, dell'Università del Michigan, che hanno analizzato più di 50 anni di ricerche sull'impatto della violenza nei media, "l'unico effetto leggermente maggiore dell'effetto della violenza nei media sull'aggressività è quello del fumo di sigaretta sul cancro al polmone".
I ricercatori hanno considerato la notevole quantità di tempo passata da bambini e ragazzi davanti alla televisione (che, sempre secondo la ricerca, offre programmi che per il 60% contengono scene di violenza) e quella passata con i videogiochi; hanno riscontrato una sempre maggiore identificazione dei giovani spettatori o giocatori con i personaggi di fantasia e un aumento della loro aggressività nel mondo reale, specialmente quando questi bambini diventano adulti.
L'aumento dell'interazione soltanto virtuale con altre persone o l'assenza totale di interazione, dovuta alla televisione dove gli eroi agiscono all'interno di storie programmate, priva i bambini del confronto con persone in carne e ossa e interferisce con lo sviluppo del senso della misura e con la distinzione tra ciò che si può fare perché ci si trova in un mondo di fantasia e le conseguenze che le stesse azioni hanno nel mondo reale.
In pratica, i più "anziani", quelli ormai diventati adulti da qualche tempo, che passavano il tempo davanti alla televisione, al computer o alle console ma avevano anche modo di trascorrere il pomeriggio insieme agli amici, non correvano gli stessi rischi dei ragazzi attuali, per i quali invece buona parte delle relazioni si svolgono soltanto online.

"La ricerca mostra chiaramente che l'esposizione alla violenza virtuale aumenta il rischio che sia i bambini che gli adulti si comporteranno in modo aggressivo", dice Huesmann.

Naturalmente non tutti i bambini esposti alla violenza diventeranno aggressivi; lo scopo ultimo della pubblicazione dei risultati di questa ricerca è invitare i genitori a controllare i propri figli, perché questi ultimi possano avere gli strumenti per rendersi conto pienamente delle conseguenze delle proprie azioni e della differenza tra mondo reale e virtuale, così da poter continuare a massacrare i nemici al computer senza per questo reagire in modo spropositato a ogni rimprovero.
Non è quindi il videogioco o il film in sé a dover essere condannato: il problema nasce quando le uniche "finestre sul mondo" per un bambino sono la televisone o la PlayStation.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-11-2007]


[Nel Web si trovano milioni di documenti che parlano dell'argomento; da questo fatto si capisce perché la micro-violenza tra gli uomini sia aumentata in modo esponenziale in questi ultimi anni tecnologici. N.d.R.]

ps: be, non ci volevano mica degli scienziati per capirlo!

postato da: profondoblog alle ore 11:22 | link | commenti (4)
categorie: psicologia
novembre 29 2007

L'uomo che pensava troppo

alesssss
postato da: profondoblog alle ore 15:27 | link | commenti (2)
categorie: arte digitale
novembre 28 2007

Fragole a-mare

FraMa.psd
postato da: profondoblog alle ore 18:23 | link | commenti (1)
categorie: arte digitale
novembre 23 2007

Perché il Dr. House si chiama House

Nulla è nuovo nel mondo della letteratura, dell'arte, delle sceneggiature, ecc...
La serie di telefilm che ha tanto riscosso successo in tutto il mondo, almeno credo, "Dr. House" alla fine non ha nulla di nuovo a partire dal nome del personaggio principale: House.

Ecco qui di seguito un riferimento che risale al 1954:

Quattro in medicina 

(Doctor in the House)

Un film di Ralph Thomas. Con Kenneth More, James Robertson Justice, Kay Kendall, Muriel Pavlow, Dirk Bogarde. Genere Commedia, colore 92 minuti. - Produzione Gran Bretagna 1954.

La vita, le avventure e gli amori di un gruppetto di studenti della facoltà di medicina. Simon Sparrow, nonostante la sua parentesi amorosa, riesce a laurearsi a pieni voti, grazie al burbero-benefico professor Lancelot. Campione d'incasso in Gran Bretagna nella stagione 1954-55, con la sua spregiudicatezza in materia sessuale e la sua equivoca e goliardica sfacciataggine seppe attirare il pubblico giovane senza disgustare quello familiare al quale da sempre puntava la Rank. Il successo determinò una serie di altri 6 film – Dottore in alto mare, 1955; Dottore a spasso, 1957; Si spogli... dottore!, 1960; Dottore nei guai, 1963; Doctor in Clover 1965; Doctor in Trouble, 1970 – 3 dei quali con D. Bogarde.
Naturalmente questo film è stato tratto dall'omonimo romanzo di Richard Gordon.

Aggiungiamo poi la rifatta canzone che gira oggigiorno per le radio di tutto l'universo della quale se ne riporta uno stralcio qui, ma che comunque andava in voga negli anni '80:


Appare quindi evidente che il Dr. House ha scopiazzato il nome da questi riferimenti antecedenti la data dell'uscita della serie TV.
postato da: profondoblog alle ore 16:26 | link | commenti (6)
categorie: cinema
novembre 21 2007

The book is on the table 3

Lesson n. 3

Esaminiamo la seguente canzone famosissima di quel pallidone di Michael Jackson:


Come si può evincere dal testo, trattasi di un argomento di igiene pubblica.
Ascoltando attentamente, infatti, si può facilmente capire come il candido Michele dica:

"Just bidet, bidet, bidet" che tradotto significa: "Proprio un bidet, bidet, bidet", il bidet è quella specie di lavandino per zone intime usato in Italia, ma non all'estero.
Si capisce quindi come Michele abbia intenzione di esaltare tale strumento in tutto il mondo affinché venga usato il più possibile per garantire una buona igiene intima.

Ma procediamo con l'analisi di ciò che canta Michele:
"... I don't wannna be too dirty..." cioè "non voglio essere troppo sporco"

"...show me how funky,
 trovmi just faita,
 in das this merda,
 whose' from that raider..."


Le frasi sembrano un po' complesse, ma appare chiaro che trattasi di uno sleng che richiama antiche lingue nordiche (vedi il tedesco con la parola 'das' e l'indiano con 'faita').

La traduzione non è semplice e in questi casi ci si avvale di tutto il senso della canzone, quindi:

"...mostrami come funky (cioè come balli il funky),

trovami proprio fatto (cioè fatto duro di droga o duro di eccitazione trattandosi di un bidet utile alle parti intime, da qui se ne deduce che una buona pulizia intima favorisce la durezza dell'apparato riproduttivo maschile),

in questa merda (ovviamente siamo in una toilette, il luogo dove si trova il bidet)

di chi è da quel raider..." (trattasi di una nota forma di sleng americano-portoricano che significa di chi è quella moto easy raider dalla quale sta arrivando un rumore assordante, probabilmente sta passando una moto fuori dalla toilette che copre gli altri rumori interni al bagno).

Questa volta la lezione "The book is on the table" ha spaziato in altre lingue meno conosciute per tenersi aggiornata sul grande numero di immigrazioni che avvengono in ogni parte del mondo, le quali contaminao le lingue originali dei paesi, colorandole di termini estra-uterini.

postato da: profondoblog alle ore 10:43 | link | commenti (4)
categorie: book in air
novembre 18 2007

Bengi B.!

Da quando li vidi per la prima volta me ne innamorai, il loro sound mi riportava indietro di anni, mi dava un senso di allegria, spensieratezza, tanta energia e voglia di ballare, lui poi, il cantante, si muoveva come un Nureiev di giovane età, con quel suo modo di mettere e togliere i Ray-ban e di oscurare e illuminare i suoi fantastici occhi dallo sguardo penetrante.
La sua voce funky era capace di perforare i timpani in modo lieve e indolore, di accendere antichi e assopiti ormoni lussuriosi: sto parlando dei Ridillo e del loro cantante Bengi!
Da quella sera decisi di seguirli ovunque, cioè quando si sarebbero esibiti nella mia città.
I Ridillo sono un gruppo non famosissimo (cioè non come i Duran Duran, i Depeche Mode, i Nomadi, Orietta Berti), ma hanno alle spalle una lunga e interessante esperienza con autori e cantanti del calibro di Gianni Morandi, Eumir Deodato, ecc... (per i dettagli si veda il loro sito web).
Ebbene, quella sera andai a casa, accesi il computer, navigai per il loro sito e mandai una mail di complimenti alla quale, con mio grande stupore e gioia, risposero subito (la conservo ancora, si sa mai dovessero diventare di fama mondiale).
Gli anni passano e i Ridillo proseguono con i concerti in città molto lontane dalla mia: quindi non li vado mai a vedere.
Mi intorto via internet un tizio di Mantova, la città dei Ridillo, e dopo qualche miagolìo virtuale ottengo da lui in regalo il primo cd del gruppo (è stato più facile che scaricarselo dal web).
Delle canzoni del loro primo cd mi innamoro subito di “Cartoline Jazz”, “Festa in due” (quella che fa: due due due festa in due... e che bisogna cantare con due dita alzate al cielo, così ordina Bengi), e “Un mondo nuovo” tanto che le imparo involontariamente a memoria a forza di ascoltarle. Il loro testo viene pure utilizzato in stage di teatro-danza per i miei vocalizzi.
Un bel giorno vengo a sapere che i Ridillo suonano nella mia città, ma non ho la data precisa: mando loro una mail e quasi prontamente mi confermano la data, l'ora, il luogo, la scaletta delle loro canzoni, i vestiti che indosseranno e cosa mangeranno prima di esibirsi.
Arriva la sera del concerto, dove mi agghindo a dovere, entro nel locale e... dopo un minuto mi vedo passare davanti Bengi (o almeno credo sia lui); lo prendo per un gomito, me lo strattono più vicino per vederlo meglio (praticamente a 1 centimetro dalla mia faccia) e gli dico:

  • Ciao, sono Profondoblog, quella che ti ha mandato un sacco di mail....

  • Ciao!

  • Volevo solo farvi i complimenti, siete bravissimi!

  • Grazie!

La lunga conversazione avuta con Bengi mi agita tutta e mi fa strappare i capelli dalla gioia.
Durante il concerto non posso esimermi dal canticchiare le mie tre canzoni preferite proprio lì in prima fila, davanti al gomito sinistro, quello ancora salvo, di Bengi.
A fine concerto corro di nuovo da lui e gli faccio ancora i complimenti: tutto ciò mi fa guadagnare un sorriso e un ciao al momento della sua partenza.
Proprio l'altra sera i Ridillo sono tornati nel solito locale della mia città: naturalmente ho mandato loro una mail affinché mi confermassero da data precisa ed essi mi hanno risposto.
Entro nel locale e di nuovo vedo Bengi che mi passa a 1 centimetro di distanza (il locale è praticamente un buco e tutti per forza devono passare a 1 centimetro di distanza per andare da qualsiasi parte); mi vede, mi sorride e... mi saluta! Si è ricordato di me! Fantastico! Già è difficile che un uomo si ricordi di una donna figuriamoci se una celebrità si ricorda di una sua fan!
A inizio concerto mi piazzo davanti all'ombelico del cantante e faccio finta di cantare le solite tre mie canzoni preferite.
Quando ad un certo punto Bengi inizia con “due due due...” io mi metto a ballare energicamente, poi  si ferma, la musica cessa, tutti si inzittiscono e lui dice indicando col dito:

  • quella ragazza lì!

  • Io?????

  • Quella ragazza lì, vieni qui, è veramente brava!

  • ...

mi avvicino al palco e già mi vedo a duettare con un balletto guancia-guancia assieme lui: il mio sogno che si avvera, per anni ho aspettato questo momento, l'alcol che mi circola nel sangue toglie tutte le inibizioni e stasera voglio proprio sentirmi protagonista.

  • Quella ragazza lì si merita un nostro cd, perché ha fatto una cosa che io richiedo sempre prima ancora che io lo dica....

Nel momento in cui inizio a sciogliermi Bengi si blocca, mi guarda e mi dice:

  • no, non tu...

  • ...quella là dietro, vieni avanti, sei stata l'unica ad aver alzato le due dita quando è iniziata questa canzone! Ti regaliamo un cd!

Come vedere un sogno costruito per anni arrivare al famoso centimetro di distanza e subito sparire nel nulla.
Cioè io dico, ho cantato a squarciagola canzoni che nessuno conosceva (forse nemmeno i Ridillo per come le ho cantate), ho ballato tutta sera davanti al Bengi, gli ho fatto sei miliardi di complimenti via mail, e questo qui regala un cd ad una ragazza che in quel momento si stava scaccolando il naso con due dita e stava tirando ciò che vi aveva trovato in mezzo alla folla! Ma roba da matti!
Naturalmente assopisco la delusione e la rabbia e soprattutto faccio finta di essere contenta per quella fortunata, appaludo e quando mi urta per passare per andare sul palco a prendere il cd, le sussurro in un orecchio:

  • Bengi bastardo!

Ormai infelice a fine concerto giro le spalle al Bengi che si adopera per sbaraccare il palcoscenico. Anzi me ne allontano andando a ballare addirittura nell'altra sala, quella piena di fumatori incalliti e incancreniti anche nei capelli.
Bengi sbaracca, passa di nuovo davanti a me per uscire dal locale, mi guarda, mi sorride e mi dice:

  • Ciao!

Io gli rispondo solo con un minimo movimento della mano e mi giro dall'altra parte. Tié!


postato da: profondoblog alle ore 11:10 | link | commenti (5)
categorie: stranezze
novembre 14 2007

On Board

Girando per la strada in auto, in bicicletta, a piedi, in scooter, ecc... spesso (anche se ultimamente molto meno per problematiche finanziarie) si notano auto con un adesivo appiccicato al parabrezza posteriore tipo questo:

Cosa significa?
Il primo pensiero che viene in mente a chi sta dietro a tale auto con un'altra macchina è di andare adagio, mantenere la distanza di sicurezza, stare attento a non tamponarla perché probabilmente c'è un bambino a bordo e lo si può danneggiare.
Ma se a bordo ci fosse seduto un adulto, un cane, un anziano, un orso, un elefante, un pensionato..... questo darebbe il diritto all'autista che sta dietro a non stare attento alla guida?
Ma l'autista che sta dietro lo sa che se anche ci  fosse un Baby On Board questo poi diventa adulto? Quindi se non lo danneggia ora perché è piccolo, ha il diritto di danneggiarlo quando è grande?
E se invece nel baule dell'auto che sta davanti ci fosse una bombola di metano, da sub, un estintore, non sarebbe più pericoloso tamponarlo in quanto potrebbe esplodere.
Si suggerisce quindi di produrre e attaccare nella propria auto un cartello che dica 'Bomb On Board' o 'Se mi inculi esplodiamo in due', o roba del genere, forse aumenterebbe l'attenzione di chi sta dietro.
postato da: profondoblog alle ore 12:42 | link | commenti (3)
categorie: trash
novembre 12 2007

La TV depressiva

Da una ricerca effettuata all'MIT (Massachusetts Institute of Technology, USA) nel 2006 è stato riscontrato che la TV causa depressione.
E' stato condotto un esperimento su 30 studenti universitari volontari: 10 sono stati messi a guardare la televisione per un mese, programmi di tutti i tipi, dai telegiornali, alle fiction, ai reality, ecc...; altri 10 studenti sono stati messi davanti al computer per almeno 12 ore al giorno; e gli altri 10 studenti non hanno avuto contatti con alcun apparecchio elettronico, nemmeno con i cellulari.
Dopo un mese è stato fatto loro un test di 100 domande riguardanti i comportamenti umani che avrebbero assunto durante certe fittizie situazioni di vita ed è risultato quanto segue:

5 maschi che hanno guardato la TV hanno mostrato una forte aggressività nei confronti del prossimo e un desiderio di emulare i personaggi televisivi e quelli implicati in fatti di cronaca;
5 femmine che hanno guardato la TV hanno sviluppato una forte depressione, e un gran timore ad uscire di casa per paura di subire violenze, furti, omicidi, ecc...

5 maschi che son stati davanti ai computer hanno perso la loro virilità e il desiderio di fare sesso realmente con una donna, hanno mostrato disinteresse per il sesso contrario, ma molto impegno e abilità nei giochi di ruolo e nelle playstation.
5 femmine che son state davanti al pc hanno perso il senso della grammatica della loro lingua, hanno scritto molto su loro stesse, hanno mandato foto anche compromettenti ad altri utenti della rete.

I 10 soggetti che sono stati un mese senza toccare nessun apparecchio elettronico, hanno sviluppato un forte senso di aggregazione, fantasia, iniziativa, vivacità, intraprendenza, spirito della natura, spirito di adattamento, creatività, sentimento, ecc. questo perchè si sono visti costretti a dover passare il tempo di un mese nel modo meno noioso possibile.

Sono inoltre stati visitati da un medico prima e dopo l'esperimento ed è risultato che chi stava davanti ad un pc o alla tv ha avuto problemi di vista, artrosi alle mani, è ingrassato con maggior rischio di colesterolo, infarto, ha perso tonicità muscolare e la sua pressione aumentava non appena faceva una rampa di scale.
I soggetti che invece non hanno avuto contatti con il mondo tecnologico sono risultati più forti, più magri, con una muscolatura più elastica, resistenti agli sforzi fisici e hanno migliorato lo stato della loro pelle oltre ad aver aumentato l'indice del loro QI.

(Journal of Science, n. 7, 2006)
postato da: profondoblog alle ore 11:48 | link | commenti (5)
categorie: psicologia, scienza
novembre 4 2007

BrainShock

Ogni giorno milioni di persone prendono il treno per spostarsi da un luogo all'altro per motivi di lavoro, vacanza, studio, per incontrare parenti, amici. Questo avviene da anni, ma con il cambiamento della società le dinamiche di incontro tra parenti e amici appartenenti a città diverse sono cambiate.
Eccone qui un esempio prima e dopo l'avvento del telefono cellulare.

Il signor A prende il treno per raggiungere B alla città di destinazione.

Prima del cellulare si usava il telefono fisso o la cabina telefonica per comunicarsi informazioni relative al viaggio e al punto d'incontro.

A: allora B il mio treno arriva domani alle 12.45
B: ok A ti verrò a prendere a quell'ora in stazione

B si reca in stazione, guarda gli orari di arrivo del treno e il relativo binario, si accorge di un ritardo di 30 minuti, va al bar, si beve un paio di prosecchi leggendo un giornale poi, all'annuncio dell'arrivo del treno si reca intelligentemente nelle vicinanze della zona di passaggio obbligata per tutti i viaggiatori e attende che A lo raggiunga.
I due finalmente si incontrano, si baciano, si abbracciano, si vanno a fare l'ennesimo prosecco, si raccontano la storia della loro vita....ecc..... ecc...


Dopo l'avvento del cellulare.

A: allora B il mio treno arriva domani alle 12.45.
B: ok, fammi uno squillo quando stai entrando in stazione che parto da casa e ti vengo a prendere.

Sul treno:

B: Ciao A, dove sei?
A: a un'ora dall'arrivo, non dovrebbero esserci ritardi.

dopo 25 minuti A manda un sms a B

- sono in ritardo di 20 minuti

e B risponde:

- ok

Quando il treno sta per entrare in stazione A chiama B.

A: sto entrando in stazione adesso

B: ok, io sono già in auto

Quando il treno si ferma al binario A chiama B:

A: sto scendendo ora dal treno, tu dove sei?
B: ho appena parcheggiato, sto entrando in stazione, troviamoci dal giornalaio (il posto più incasinato della stazione, N.d.R.)

Dopo 5 minuti A chiama B:

A: dove sei? non ti vedo.
B: sto arrivando..... ah, eccoti qua..... (uno di fronte all'altro parlandosi con i rispettivi cellulari)

I due si incontrano, si abbracciano, si baciano, si dicono:

A: avevo il cellulare che non prendeva in galleria, non riuscivo a chiamarti per dirti del ritardo del treno.
B: ma tu che cellulare hai?
...
e continuano a parlare dei loro rispettivi cellulari per tutto il giorno.

A questo punto sorge una domanda spontanea: sono meglio i soldi spesi in prosecco o in telefonate?
Da un attento esame del racconto si può notare come prima dell'avvento dei cellulari le persone si ingegnassero maggiormente nelle situazioni quotidiane, per cercare l'amico in stazione, per capire il ritardo del treno, per passare piacevolmente l'attesa, per mettersi intelligentemente in un posto facile per l'incontro; con l'avvento dei telefonini invece tutto dipende dalla fortuna di avere campo, batteria e credito nell'apparato. Se ne deduce quindi che con il passare degli anni l'ingegno e la fantasia umana tenderanno ad arrugginirsi a favore dell'elettronica dalla quale si dipenderà totalmente.
postato da: profondoblog alle ore 12:13 | link | commenti (5)
categorie: vacanze