Aprile, tempo di podismo e di gare e di maratone e per me di... camminate.
Nonostante la partenza per la camminata cittadina di 6 km fosse fissata alle 10.30 di una soleggiata domenica mattina, dall'eccitazione mi alzo alle 8

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Sono nel luogo di partenza alle ore 9 in una piazza desolata: non sto nemmeno lì a fare lo stretching iniziale che tanto ora delle 10.30 i muscoli si sono già raffreddati di nuovo.
Gironzolo per gli stand alla ricerca di cibo, ma nulla: solo bicchieri riempiti di acqua di rubinetto, ma i bicchieri sono riciclabili al 100%, fatti con il grano, forse sanno di fette biscottate...
In contemporanea alla camminata da 'babbione' di 6 km c'è anche la partenza per la gara di 12 km costituita dallo stesso percorso dei 6 ma fatto 2 volte.
Alle 10.30 in pacca parte lo sparo della partenza, un freddo cane, una nuvola fantozziana minacciosa, un sacco di gente iscritta alla gara e solo 2 iscritti alla camminata: io e un simpatico barboncino peloso bianco trainato al guinzaglio dal suo padrone.
I primi 20 mt li faccio alla velocità di Mennea ai tempi dei suoi ori olimpici, i restanti 5980 mt alla velocità del barboncino bianco peloso.
La soddisfazione più grande quando si partecipa a queste gare cittadine è che quando si passa per le strade i vigili fermano il traffico per farti passare, proprio come se fossi una star; questo naturalmente se non sei ultimo che sennò non ti caga più nessuno.
Purtroppo però i vigili fermano il traffico di metà corsia stradale, così l'altra metà è trafficatissima e intossica i polmoni degli atleti in un modo assolutamente iper-cancerogeno (e pensare che lo scopo di tale gara dovrebbe essere proprio quello di sponsorizzare la tutela dell'ambiente!).
Il manto stradale cementoso è pieno di sputi, quelli degli atleti che scatarrano in continuazione e che sono un pericolo pubblico per chi corre dietro loro sottovento.
Stanca, stremata, sudata, mal di fegato, mal di polmoni, mal di occhi, vedo un miraggio di traguardo in lontananza che non accenna ad avvicinarsi. Il fido barboncino è sempre al mio fianco e il suo padrone dietro.
Onde di podisti della 12 km mi superano facendomi odorare le loro fantastiche ascelle sudate.
Giunta al traguardo al galoppo del barboncino, ho la soddisfazione di non essere l'ultima perchè arrivo assieme ai kilometristi garisti che però... finiscono il loro giro da 12 km: mi hanno doppiato e qualcuno anche triplicato! Cazzo! Ma nessuno lo sa... forse.
Dopo tutta questa fatica il premio è assicurato: una sacca rigorosamente riciclabile contenente la solita maglietta misura XXXXL che non metterò mai, due lampadine a basso consumo, uno spicchio di aglio per abbassare la pressione e ovviamente, il mio bicchiere usato prima, rigorosamente ricilato e ancora accartocciato.