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Utente: profondoblog

Consigli letterari













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maggio 28 2008

Il libro che non c'è

Andare alla biblioteca della mia città è sempre un trauma, non tanto perché si trova proprio dalla parte opposta a dove abito io, quanto per il fatto che quando arrivo là ci sono sempre dei problemi.
I maggiori che incontro sono che, nonostante controlli bene gli orari di apertura, dopo 30 minuti di bicicletta in mezzo al traffico mi ritrovo davanti ad un cartello che dice:

- chiuso per assemblea
- chiuso per sciopero
- chiuso per lavori
- chiuso e basta.

Comunque vada decido di rischiare e prima di partire faccio una prenotazione al libro che mi interessa attraverso il portale internet bibliotecario.
Il caldo è afosissimo, la mia maglietta gialla attira tutti i moscerini che prima del mio passaggio erano intenti a rovistare tra i bidoni colmi della spazzatura, mi sudano anche le pupille, la sete mi fa calare la pressione sanguinea, ma almeno spero che la biblioteca sia aperta.
Arrivo e mi presento alla ragazzina occhialuta del banco distribuzione: segnalo il libro richiesto e attendo.
In genere quando si prenota un libro via internet i bibliotecari dovrebbero, nel giro di qualche minuto, andarlo a prendere e tenerlo pronto al banco distribuzione: ebbene nella mia biblioteca ciò non avviene mai, ma almeno si alzano per andare a cercare il libro.
La ragazzina occhialuta segna su un foglietto la collocazione del libro: letteratura 803 e parte.
Dopo 10 minuti torna senza alcun libro in mano.
Passa il foglietto alla collega e le chiede se cortesemente lo va a cercare, che magari quegli occhialoni non funzionano bene.
Ogni volta che cerco un libro in biblioteca, casualmente questo non c'è mai o è fuoriposto o l'hanno rubato o l'hanno ritirato dai negozi e dalle biblioteche per censura.
La collega parte e dopo altri 10 minuti ritorna con in mano solo il foglietto scritto dall'occhialuta.
Le due bibliotecarie iniziano a cercare il libro ovunque, anche in bagno, ma nulla.
Ad un certo punto interviene la veterana del settore: la scafata.
Tiro un respiro di sollievo perché la scafata, per quanto antipatica e scorbutica possa essere, trova sempre tutto.
Quindi parte con il solito foglietto alla ricerca del fantomatico libro.
Dopo soli 5 minuti nei quali sono sicura che abbia visionato tutti gli scaffali della biblioteca, torna ma, ahimé, senza libro.
La mia pazienza inizia a svanire tra le pagine del libro che in quel momento mi stavo leggendo per passare il tempo dal titolo "Occupato!" la cui immagine di un WC aveva suscitato il mio interesse.
Sto per rassegnarmi all'idea di vedere il mio desiderato libro quando arriva l'ennesima bibliotecaria direttamente dalla pausa caffé; la aggiornano sull'accaduto e anche lei parte con il solito foglietto, alla ricerca del libro.
Dopo ben 3 minuti torna con il libro in mano!
Grido: "L'ha trovato!".
Una serie di applausi si odono dalla sala lettura adiacente.
L'occhialuta chiede dove l'ha trovato e nel frattempo noto che il libro ha l'adesivo della sua collocazione con su scritto "letteratura 808" e non 803 come aveva segnato la ragazzina.
Si scopre che 'sta cazzo di occhialuta cieca come una talpa aveva scritto male la collocazione del libro e 'ste cazzo di colleghe non erano andate a verificare al computer se 'sta cazzo di occhialuta aveva scritto bene!
Contenta del ritrovamento mi dirigo verso casa affrontando il più caldo e afoso clima degli ultimi 200 anni.

ps: per la cronaca, il libro era: "78 motivi per cui un editore non pubblicherà mai il tuo libro...".
postato da: profondoblog alle ore 18:26 | link | commenti (1)
categorie: stranezze
maggio 23 2008

La ballata...

...delle mestruazioni secche.
Recensione del libro "la ballata delle prugne secche" della nostra collega blogwriter Pulsatilla.
Il libro fa scompisciare dalle risate in particolare il capitolo che parla delle mestruazioni.
Aggiungerei al suddetto capitolo il tipico dialogo tra adolescente maschio e adolescente femmina:

F - voi uomini siete fortunati a non avere le mestruazioni!
M - sì, ma noi ci dobbiamo fare la barba tutti i giorni!
F - nessuno vi obbliga a farvela, la potete benissimo tenerla lunga fino ai piedi!
M - eeee sai poi a tenerla pulita e pettinata?!
F - e poi, a parte qualche taglietto, non è così doloroso farsi la barba quanto avere le mestruazioni! E a noi invece nessuno ci obbliga a non averle ' ste cazzo di mestruazioni!
M - ma noi dobbiamo fare i militari!
F - aggiornati, non è più obbligatorio!
M - .... effettivamente..... siete proprio sfigate voi donne!
postato da: profondoblog alle ore 16:31 | link | commenti (5)
categorie: recensioni
maggio 18 2008

Uno sguardo dal treno

Nei pochi minuti che l'eurostar delle 16.30 resta fermo alla stazione, scene di ordinaria follia si possono vedere dall'usurato finestrino di quel posto che proprio io non volevo, ma che mi hanno affibbiato e che sicuramente mi farà dannare quando dovrò scendere perché la tipa che si è seduta di fianco a me, lato corridoio, ha pensato bene di installare un server gigante tipo quello di "Odissea 2001 nello spazio" (HAL), innondandomi di tutti quei cavi alla faccia del wireless!
Insomma, in quei pochi minuti osservo un magro barbone dai folti capelli grigi di sporcizia che si mescolano con la folta barba altrettanto grigia di altrettanta sporcizia. Il barbo cammina quasi deciso per la banchina del binario 17 verso nord poi, ad un certo punto, si ferma di scatto, fa un'inversione di marcia e si dirige verso uno di quei nuovi cestini per la raccolta differenziata che hanno messo in tutte le stazioni d'Italia. Non si capisce bene quale siano i rifiuti di quel particolare cestino perché, grazie al suo sacchetto trasparente, si possono notare lattine, carta, vetro, pile, calzini e tanti altri oggetti diversi.
Il barbo invece ha l'occhio clinico e tra quelle macerie individua subito un gran bel pezzo di pizza.
Si dirige verso il cestino e sprofondando tutto il braccio destro nel sacchetto, va a pescare la pizza. La estrae, la annusa, la piega in due e l'appoggia sul bordo del cestino, poi si allontana.
Lì per lì penso che forse va a procurarsi una forchetta e un coltello, perché barbo sì, ma con classe.
Lo perdo di vista.
Giro il mio sguardo un po' a destra, un po' a sinistra, un po' in alto e a pochi metri da quel ripiegato pezzo di pizza osservo una ragazza alle prese con il distributore automatico di acqua.
Ha già inserito le monete, ha già premuto il pulsante, ma non riesce a prendere la bottiglietta d'acqua dall'apertura: probabilmente si è incastrata mentre scendeva, oppure non le piace essere stata la prescelta fra tante colleghe.
La ragazza inserisce il suo braccio nella fessura, ma non riesce a prendere la bottiglia; si allontana qualche centimetro dal distributore, si guarda intorno con non-chalance, poi ci riporova un'altra volta e poi un'altra e poi un'altra ancora, ma nulla.
Nel frattempo passa un distinto signore di quelli che non si fanno mai gli affari propri, le gira attorno un paio di volte, la osserva e le si avvicina sussurrandole qualcosa; la ragazza indica arrabbiata quel ladro del distributore automatico dalla bocca troppo stretta per una bottiglietta d'acqua. Il distinto signore decide di aiutarla e infila il suo stirato braccio nella fessurra alla ricerca dell'acqua, ma nulla. Insieme spingono un po' a caso tutti i pulsanti del distributore senza risultati positivi...
Il treno piano piano si allontana...
Che ne sarà di quel pezzo di pizza sul bordo del cestino?
E di quella bottiglia d'acqua sul bordo della fessura?
postato da: profondoblog alle ore 19:11 | link | commenti (1)
categorie: trash
maggio 13 2008

Spot Pubblicitario

postato da: profondoblog alle ore 15:41 | link | commenti (1)
categorie: cinema
maggio 10 2008

Se non scrivo...

...è perché leggo.
postato da: profondoblog alle ore 14:57 | link | commenti (2)
categorie: psicologia