E' noto a tutto il mondo che ogni volta che mi devono prelevare il sangue dal braccio non trovano la vena.
Dopo svariati tentativi e dopo aver ridotto il braccio ad un colabrodo e dopo aver cambiato mestiere, forse, capita qualche dottore/infermiere fortunato che riesce a farmi il prelievo da un braccio ormai tumefatto dalla necrosi capillare.
Ebbene stamattina vado in una clinica privata per un prelievo di sangue.
Già sto incavolata nera perché mi costerà una cifra, mi farà male, sverrò, avrò nausea, suderò, ecc. ecc.
Mi presento all'ambulatorio con nella borsetta un paio di biscottini zuccherati per tirarmi su dopo il prelievo. Vengo subito condotta nella sala dei prelievi dove ad attendermi c'è un vecchietto di 98 anni e mezzo con un paio di occhiali spessi come le lenti del telescopio di Montevideo.
Penso:
Andiamo bene! Prepariamoci allo svenimento.
Decido di avvisare Dracula delle problematiche inerenti alle mie vene; nel frattempo prepara una siringa da cavallo munita di un ago da coccodrillo.
Penso a quanto mi faranno male i tentativi di trovare la vena con quel trapano.
Non faccio a tempo a finire il pensiero sovrascritto che il prelievo è bell'è fatto. Non me ne sono minimamente accorta. Il vecchietto c'ha preso! Ha trovato subito la vena, ha trapanato il braccio senza romperne le cellule e ha aspirato il sangue come fosse vino rosso da una botte.
Mitico! E c'aveva pure un tremolìo alla mano!