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Utente: profondoblog

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ottobre 27 2009

Adoro Woody Allen...

...e il banner lo sa...

banner123è ovunque, in ogni sito...

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... però forse esagerano, sarà un mac-virus  ,
 
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postato da: profondoblog alle ore 15:57 | link | commenti
categorie: recensioni
ottobre 21 2009

Piscine termali

Hotel 4 stelle con 5 piscine termali munite di pulsanti idromassaggio: è quello che mi ci vuole dopo mesi di stress da errori umani.
L'hotel è mastodontico, popolato da pensionati ultracentenari, ultratedeschi e ultraricchi.
Arrivo nell'ora di pranzo sicura di non trovare gente in acqua: 5 piscine tutte per me.
Dopo circa un'ora che sono lessa come una cozza, arriva la prima vecchietta con cuffia in lattice con fiorellini in 3D colorati, costumone intero attillato che le fa debordare metri quadrati di pelle morta da sotto le ormai calve ascelle, cinturona con pezzi di polistirolo che le danno sicurezza in 50 centimetri di acqua a 35 °C.
Per me c'è già troppa gente e decido con calma di procedere con la fase doccia, phon, vestizione e dipartita con il treno.
Giungo dinnanzi alla porta dello spogliatoio femminile dove ho depositato i miei oggetti e scopro che è chiusa. Quando qualche ora prima il facchino era venuto ad aprirmela ed aveva aspettato che uscissi in costume da bagno, ebbi il sospetto che l'avrebbe richiusa e così in effetti è capitato.
Incontro una barista e le chiedo come fare, mi suggerisce di attendere qualche minuto l'arrivo del bagnino. Controllo l'orario del treno e decido che forse è meglio se me la sbrigo da sola, e con le ciabatte bagnate, il costume grondante di acqua termale, i capelli appiccicati al cervello, vado nella magnifica hall dell'hotel per chiedere aiuto alla reception. Caso vuole che proprio in quell'istante la cassiera fosse impegnata al telefono in un'accesa discussione in tedesco, e il receptionist stesse facendo il check in ad un gruppo di tedeschi.
Attendo 10 minuti e quando la pozzanghera sotto i miei piedi è profonda 29 centimetri, urlo al receptionist che ho bisogno che qualcuno mi apra la porta dello spogliatoio femminile nuovo. Egli non sa nemmeno che esiste in quell'hotel uno spogliatoio femminile.
Torno in piscina e vedo un tizio che indossa una tuta da meccanico blu, è il bagnino. Gli spiego la situazione e subito arriva con un mazzo di 45 chiavi che prova nella porta dello spogliatoio, ma nulla.
Dopo 35 minuti decide di andare alla reception.
Mentre attendo il suo ritorno, mentre smadonno perché ormai il treno è perso, ripassa la barista che mi chiede:
- Ancora qui?
Simpatica.
Dopo 5 minuti torna il bagnino e mi dice di andare alla cassa di fianco alla reception.
Ripercorro le impronte bagnate lasciate prima e mi trovo di fronte alla cassiera che mi dice:
- C'é stato un problema. Lei ha pagato?
- Certo che ho pagato! kazzen!
- Ah, sì, ora vedo..... ora le chiamo il facchino par farsi aprire la porta.
Mentre ripasso davanti al receptionist, questi mi dice:
- Ancora qui? E' riuscita ad aprire al porta?
- No, Kazzen! non so sfondare le porte!
La cassiera mette sul bancone la chiave della porta chiusa e dice al receptionist di chiamare un facchino.
Il tizio dice che probabilmente il facchino sta facendo il suo solito giro d'ora d'aria e che ci vorrà qualche minuto.
La seconda pozzanghera nella hall dell'hotel è già formata quando finalmente intravedo un facchino tutto trafelato che viene bloccato alla reception; gli spiegano che deve andare ad aprire la porta dello spogliatoio femminile e gli danno la chiave.
Nel frattempo fuori dallo spogliatoio si è formata una fila di 7 vecchiette tutte inviperite, che danno pugni contro la porta dello spogliatoio.
Il facchino la apre e chiede come mai fosse chiusa.
Non sto nemmeno a cambiarmi d'abito che prendo la roba e corro in stazione dove per un pelo riesco a prendere il treno successivo.
Alla fine son tornata a casa più stressata di prima!
postato da: profondoblog alle ore 18:08 | link | commenti (3)
categorie: sport, vacanze
ottobre 19 2009

Sognando Madonna (la cantante)

Se si sogna di spingere un carrello della spesa con dentro la cantante Madonna rannicchiata e divertita, cosa significa?
postato da: profondoblog alle ore 12:29 | link | commenti (4)
categorie: psicologia, trash, scienza, stranezze
ottobre 14 2009

Contacting Morgan

Nella vita ci sono cose brutte e poche cose belle, una di queste ultime è sognare di notte.
Per l'ennesima volta Morgan Marco Castoldi è entrato nella mia vita onirica.
Eravamo all'interno di una grande chiesa, forse un duomo, dallo stile un po' barocco, dove si stava svolgendo uno show del Cirque du soleil: acrobati, ragazze mezze vestite di piume, nani e cantanti, si stavano esibendo in uno spettacolo non proprio all'altezza del Cirque, ma un po' sobrio e silente, forse per via della location.
Morgan e io eravamo seduti in una panca laterale della chiesa e parlando gli chiesi come trovava i cantanti del Cirque.
- Non mi sembrano molto intonati - rispose.
- Be', sono più che altro acrobati, dovresti guardare tutto l'insieme dello show. Fra poco vedrai la mia amica Rachel che è molto brava a cantare.
Ma Morgan si stava annoiando e non voleva stare più in quella chiesa, così decise di uscire prima che Rachel iniziasse a cantare.
Io salutai Rachel e le dissi che dovevo andare.
In effetti stavamo perdendo il treno per Roma.
Nello scompartimento eravamo seduti vicini, un po' svaccati, insomma comodi.
Una passeggera che lo vide entrò nel nostro scompartimento e gli chiese un autografo.
Sinceramente io non sono una di quelle fan sfegatate che si strappa i capelli per un vip, ma compresi perfettamente l'eccitazione della sconosciuta.
Iniziai a parlare a Morgan della contact improvisation e gliene diedi una dimostrazione proprio sui sedili dello scompartimento. Mi ricordai allora di un video riguardante proprio un'esibizione di contact all'interno di una metropolitana russa.
A Morgan piacque quello stile di danza, tanto che lo assecondò. Dopo qualche minuto ci ritrovammo rilassati ancora più svaccati sui sedili del treno.
Arrivati a Roma ci separammo: riuscii a dargli il mio biglietto da visita, ma lui, dopo qualche passo, lo stracciò e buttò via.


ps: Per vedere cos'è la contact improvisation è sufficiente cercarla tra i video di youtube.
postato da: profondoblog alle ore 09:13 | link | commenti (1)
categorie: psicologia
ottobre 12 2009

A bocca aperta

I tempi cambiano, la tecnologia avanza con andamento parabolico crescente.
Una volta si tremava quando si avvicinava il momento della visita dal dentista.
Ora è diventata una cosa piacevole.
- Due carie, signorina, le faremo tutte lo stesso giorno.
Erano secoli che non mi saltavano fuori delle carie, ma di quelle ormai ben cementate in bocca ricordo il penetrante dolore e l'assordante rumore ultrasonico di quel trapano da muratore che, tra schizzi di sangue, saliva, cibo preistorico e pezzi di gengiva, si faceva strada nel tunnel delle ossa craniche.
La maturità raggiunta mi permette un discreto self-control anche delle universali paure umane: non provo più niente.
Andare oggi dal dentista è per me come andare a comprare un paio di scarpe, con la differenza che, data la mia nota sfiga nello shopping, le scarpe, una volta comprate non mi vanno bene, il dentista, conosciuto da anni per la sua bravura, sicuramente svolge con maestria il suo lavoro.
Forse in effetti sono meno agitata quando vado dal dentista che non quando vado a fare la spesa.
Con la calma e la tranquillità di chi si sdraia su quel comodo lettino per continuare i sogni interrotti qualche ora prima dalla sveglia, apro la bocca e chiudo gli occhi.
Sento un piacevole e continuo massaggio interno e dopo soli 24 minuti le due carie sono perfettamente chiuse.
- Tutto bene, signorina?
- Zzzzz ronf ronf... mmmm miaooooo..
Mi stiracchio un po', chiudo la bocca e apro gli occhi, e aggrappandomi al bracciolo di quella comoda poltrona mi alzo lentamente.
- Già finito? No, ancora, mi faccia un'altra carietta, la prego!
- Mi dispiace, signorina, la farei volentieri, ma ho altra gente fuori che aspetta e inoltre... non ha più carie.
Tristemente esco dall'ambulatorio e con lo sguardo rivolto verso il basso pago e me ne vado.
Ora mi sento rilassata: è stata una piacevolissima sensazione e sono grata alla ricerca medica che mi ha permesso di restare felicemente a bocca aperta davanti al mio dentista.
postato da: profondoblog alle ore 12:23 | link | commenti (2)
categorie: scienza
ottobre 6 2009

In biblioteca

- Buongiorno, vorrei darvi questo libro per l'inserimento nel vostro catalogo.
Ragazza:
- Attenda un attimo che le chiamo la responsabile.

Dopo 1 minuto...

- Buongiorno, vorrei darvi questo libro per l'inserimento nel vostro catalogo.
Signora:
. Attenda un attimo che le chiamo il responsabile.

Dopo 1 minuto...

- Buongiorno, vorrei darvi questo libro per l'inserimento nel vostro catalogo.
Signore:
- Va bene, grazie.

postato da: profondoblog alle ore 15:54 | link | commenti (1)
categorie: psicologia, stranezze
ottobre 2 2009

Il giardino dell'Eden: paradiso di rami spezzati

Due anni e mezzo fa durante un viaggio in Messico, conobbi una guardia forestale.
Diventammo amiche e le chiesi suggerimenti per la coltivazione di piante nel mio giardino dove non batte quasi mai il sole, dove le auto scaricano piombo a badilate, dove il terreno è duro come un sasso.
La gentile tenentessa mi suggerì di piantare un Viburno, pianta molto resistente.
Andai dal vivaista e, sottoponendogli lo stesso problema, mi mostrò due specie di viburni resistenti.
A fatica li piantai nel giardino e per mesi e mesi li curai come fossero miei figli: parlavo con loro, li annaffiavo, li fertilizzavo, e tutti i giorni li guardavo dalla finestra (anche perché se fossi uscita di casa sarei stata massacrata dalle zanzare).
Gli anni passavano e mentre il viburnino tirava piano piano le cuoia, il viburnone ostentava una lenta crescita di circa 1 mm al secolo.
Ogni volta che vedevo le sue robuste foglie rivolgere lo sguardo al terreno, correvo da lui per dargli la pappa.
Un giorno vennero nel mio condominio gli addetti alla pulizia delle grondaie; le nuove tecniche che utilizzano si basano sullo sparo di aria compressa nei tubi tale per cui tutto ciò che ne è per anni stato depositato, parte in un parabolico volo fino a raggiungere esattamente il mio viburnone.
Tornai a casa e lo andai a salutare notando che, a causa del peso del terriccio piovuto dal cielo, il viburnone si era spezzato in due.
Subito lo soccorsi legando il ramo spezzato a quello sano con uno spago, come si fa con l'ingessatura di gambe per ossa rotte.
Il viburnone reagì bene alla cura, e tornò in breve tempo a sorridermi e a chiedermi il fertilizzante.
Un bel giorno venne lo stesso sgorga-grondaie nel mio giardino per osservare il modo di tagliare i rami di un albero gigantesco che stavano infastidendo il passaggio di auto e pedoni sulla stranda.
Ci mettemmo d'accordo che gli avrei aperto il cancelletto e lui avrebbe lavorato a tale scopo.
L'altro pomeriggio suonò il campanello, gli aprii il cancello e mi disse che aveva già tagliato i rami dell'albero dalla strada e che doveva solo portarli via dal giardino.
Lo lasciai fare e continuai il mio lavoro quotidiano al computer.
Il pomeriggio successivo andai a vedere la nuova "pettinatura" dell'albero tagliato e una cosa mi inquietò: c'era qualcosa di strano in quel paesaggio bucolico, mi sentii mancare non per ipoglicemia, ma per una misteriosa e terrificante atmosfera.
Osservai bene il taglio da parrucchiere e notai che:

IL VIBURNO ERA STATO COMPLETAMENTE SEGATO !!!

Il mio piccolo figlioletto verde, che in due anni e mezzo era cresciuto di 2 millimetri, che mi sorrideva quando chiedeva il fertilizzante o l'acqua, che combatteva tutti i giorni con lumache, gatti, topi, zanzare, calabroni, scorpioni, serpenti, pantegane, anguille, ossido di piombo, il mio piccolo grande viburnone era sparito.

Allora mi sono chiesta perché lo pseudo-giardineire-sgorga-grondaie ce l'avesse tanto con il viburnone.
Una piantina alta un metro che non faceva male a nessuno, sana come un pesce, che non russava, non sporcava, un'innocente agglomerato verde ucciso così brutalmente da mani malefiche.
Ma soprattutto perché il giardiniere, sapendo che ero in casa, non me lo ha chiesto prima?
Quale morbo di cattiveria vive nel suo animo?

E ancora: perché ogni volta che si affida un lavoro a qualcuno bisogna starci dietro???

ADDIO VIBURNONE! Stamattina a colazione mi è mancato il tuo sguardo dalla finestra, sono sicura che ora sei ben piantato nel giardino dell'Eden.
postato da: profondoblog alle ore 09:02 | link | commenti (1)
categorie: condominio